Zeppola di S.Giuseppe…

Zeppola di S.Giuseppe…
la zeppola di S.Giuseppe nasce come dolce conventuale: secondo alcuni nel convento di S.Gregorio Armeno, secondo altri in quello di Santa Patrizia. Ma c’è anche chi ne attribuisce “l’invenzione” alle monache della Croce di Lucca, o a quelle dello Splendore. Ai giorni nostri come dolce in prossimità della pasqua e... Continua »
febbraio 28, 2016 / 0

Pancake senza latte e uova

Pancake senza latte e uova
Voglia di pancake…ma ero a corto di uova…PANICOOOO Si smanetta in rete ed ecco tra tante, una ricetta senza uova e latte!!! Provata e gustata…buonissima con grande approvazione dei pargoli!!! Fonte della ricetta www.giallozafferano.it Ingredienti per dieci pancake 150 g di farina 00 50 g di zucchero 200 g di... Continua »
gennaio 28, 2016 / 0

Chiacchiere…Frappe…Cenci…Crostoli

Chiacchiere…Frappe…Cenci…Crostoli
Brevi cenno storici sulle chiacchiere Chiacchiere…Frappe…Cenci…Crostoli È un dolce che ha origine nella Roma antica ed in seguito si è diffuso in tutto il mondo in diverse varianti. Le chiacchiere possono essere anche napoletane e il loro nome deriva dalla regina Savoia che volle chiacchierare ma ad un certo punto,... Continua »
gennaio 18, 2016 / 0

Bacche di Goji

bacche_gojiBacche di Goji

La storia

Vuole la tradizione che, secoli fa, nel giardino di un tempio buddista, in Tibet, ci fosse un pozzo accanto al quale cresceva un arbusto. Giunti a maturazione, i suoi piccoli frutti rossi cadevano nell’acqua e chi ne beveva riusciva a vivere in salute cent’anni e più. Il segreto del “pozzo dell’immortalità” era, forse, nelle bacche del Lycium barbarum, noto alle popolazioni himalayane con il nome di goji, che rilasciava nell’acqua preziosi sali e vitamine.

Il goji è un frutto curativo (i medici taoisti raccomandavano di mangiarne ogni giorno per affrontare il freddo, i raggi ultravioletti e la fatica della vita in quota) che cresce anche sulle montagne della Cina, in Corea e in Mongolia, dove si utilizza come ricostituente naturale e antiage. La scienza conferma che la polpa del goji, solanacea stretta parente di pomodori, peperoni e melanzane, è uno scrigno di sostanze antiossidanti fra cui una categoria particolare di polisaccaridi, gli LBP (Lycium Barbarum Polysaccharides), che rappresentano il 31% del peso del frutto e riducono lo stress ossidativo, le infiammazioni e le allergie, con un’efficace azione di rinforzo sul sistema immunitario.

Le tante proprietà del goji

Il goji contiene 18 aminoacidi essenziali, 21 minerali e tanto betacarotene, che protegge la pelle dai danni di sole e inquinamento. È anche una generosa fonte di vitamina C, che previene le infezioni, e vitamine del gruppo B, che tonificano il sistema nervoso e armonizzano le funzioni della tiroide.
Amico delle donne in età fertile e in menopausa, migliora l’assorbimento di ferro e calcio riducendo il rischio di anemie e osteoporosi ma non va assunto in gravidanza, perché sollecita la muscolatura uterina. Inoltre, è un toccasana per abbassare glicemia e colesterolo, rigenera il fegato e aumenta la sintesi di globuli bianchi, proteggendo le cellule dalle degenerazioni.

Tabella valori nutrizionali delle bacche di Goji

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Dove trovare e come usare il goji

Il goji si trova in erboristeria e negozi bio sotto forma di bacche essiccate, capsule o succo. Venti bacche al giorno sono la dose per uno snack o da unire agli impasti di ciambelle e plum cake, muesli e frullati. Ammollate in acqua, si sposano con le insalate, per esempio con rucola, sedano, finocchi e mele verdi. Per un decotto utile in caso di cistite, si fa bollire 1 cucchiaio di bacche in 1 tazza d’acqua per 10 minuti, si filtra e si beve (3-4 tazze al giorno).La tisana alle bacche di Goji va bevuta due volte al giorno, mettete in una tazza una manciata di bacche ,versate acqua calda quindi lasciate in infusione per 5 minuti passato il periodo bevete l’acqua e mangiate le bacche ( tra l’altro hanno un sapore molto gradevole). Due capsule a colazione, per un mese, sono un’ottima cura ricostituente. Il succo si beve puro o diluito con acqua e può arricchire di antiossidanti le confetture di uva e frutti di bosco: ne basta un misurino (in dotazione) a fine cottura.

Controindicazioni:

Le bacche di goji sono sconsigliate:a

chi assume farmaci anticoagulanti

chi assume farmaci per la pressione

tutti i soggetti allergici a pollini

N.B. Informazioni e foto  prese dal web…

 

Crostatina con marmellata

Chi non ha mai provato la crostatina del mulino bianco ?

Con della frolla… fatta da me con questa ricetta… non sapete quanto sia facile farla in casa!!!

Dopo aver lasciato riposare l’impasto  per almeno mezz’ora in frigorifero (se potete lasciatela a riposo tutta la notte)  avvolta con una pellicola, foderate il fondo delle le formine con l’impasto.

N.B. io preferisco rimettere in frigo gli stampi con la frolla per un’altra mezz’ora

10371494_10206569248842417_5199424028817777438_n e quindi riempitele con la marmellata a piacere…io ho usato una alle fragole ed una amarena… livellandola per bene. Stendete l’impasto rimasto e tagliatelo a listarelle di circa mezzo centimetro, che incrocierete sopra la marmellata a formare il classico disegno della crostata.

8145_10206573942039744_4777858381254721894_nInfornare per 10 minuti a 180°. ET VOILA’ IL GIOCO E’ FATTO…

 

“Ricetta AdHocStabia-Premia La Tradizione” Paccheri alla Pescatrice

AdHocStabia-Premia la tradizione, ha indetto un contest per  le blogger d’Italia 
per aderire inviare all’e-mail:
La più particolare sarà premiata la sera del 30 Dicembre alle ore 20 con il taglio del nastro della Notte Bianca,con un ampio cestino di leccornie ed una targa ,per poi salutare il 2014 e dare il benvenuto al nuovo anno con il concerto di musica classica. A Castellammare di Stabia Notti Bianche ADHOCSTABIA,giorno 23 e 30 Dicembre dalle ore 20 alle 0re 2 si rivive la tradizione del mercato ittico Stabiese, con concerto Gospel, musica classica , pizza Napoletana, Baccalà fritto, frittele dolci e panettone. Il tutto ricordando le tradizioni Stabiesi di Immacolata e festeggiamenti del Santo Patrono.

 
Il Natale napoletano è caratterizzato oltre che dal presepe, dal gioco della tombola, dalle novene dei zampognari e dal “Natale in casa Cupiello inevitabilmente anche dal menu natalizio che nelle famiglie più legate alla tradizione è un rito irrinunciabile. Sia il cenone della Vigilia che il pranzo di Natale assumono dei caratteri ben definiti, il primo dominato dal pesce…
Questa è una ricetta semplice e gustosa allo stesso tempo…dove domina  “la rana pescatrice o coda di rospo”appartiene alla famiglia delle Lophiidae, un pesce prelibato dalle carni magre. Il suo sapore è diverso a seconda della provenienza: quelle pescate in Adriatico hanno carni sode ed un gusto delicato, quelle pescate in Sicilia per la diversa alimentazione a volte hanno carni con un sapore più intenso. Per essere sicuri che sia fresca, la coda di rospo deve essere acquistata intera, con tutta la testa, con la quale fra l’altro si possono cucinare inoltre anche ottime zuppe di pesce. Come non usare la mitica pasta di Gragnano?
ingredienti:

  • 400 gr di paccheri di Gragnano
  • 300 gr di Coda Di Rospo (rana Pescatrice)
  • 5-8 Pomodorini prezzemolo
  • 1 Spicchio di Aglio
  • 1/2 Bicchiere – Vino Bianco
  • Olio extra vergine d’oliva
  • peperoncino

In una padella mettete lo spicchio d’aglio con l’olio, fate imbiondire, aggiungete i pomodorini, fate cuocere per una decina di minuti a pentola coperta, aggiungete il peperoncino e il sale, unite poi la pescatrice tagliata a tocchetti, sfumate col vino e continuate la cottura, alla fine aggiungete il prezzemolo. Cuocete i paccheri in abbondante acqua salata, scolateli al dente ed amalgamateli al sugo preparato in precedenza. Servite.